Sono sempre una giovane donna: qualche traguardo l'ho raggiunto, qualche paura l'ho superata..la normalità ?Forse inizio davvero a desiderarla,sempre se capisco davvero cos'è!
Camminando lungo questi viali credo di avere costruito la me stessa che, forse, tutto sommato, sarò pure a 50 anni.
Questo luogo è stato fondamentale per me e soltanto ieri (sembra a me!) ero qui proprio durante l'ultima di Agosto, a fare i "precorsi", prima del temutissimo test di ammissione.
Ho come l'idea che la mia vera adolescenza io l'abbia vissuta qui.
Una delle sensazioni più forti e inspiegabili della mia vita io l'ho provata qui.
Forse perchè ero sempre qui?
A parte gli scherzi, oggi parlando con un collega più grande ho realizzato che la mia permanenza qui, i fantomatici "dieci anni" che terrorizzano chiunque si iscrive a medicina stanno per scadere.
Sono più gli anni che sono già trascorsi che non quelli che devono ancora trascorrere.
M'è presa una tristezza, un senso di smarrimento.
Ora la capisco la dottoranda che vien da Cleaveland, che non se ne vuole andare.
Oggi ho realizzato che davvero questo posto lo amo.
Amo gli innaffiatori temporizzati che ti bagnano se non li scansi, amo l'aula di anatomia, amo il prato, amo l'edificio dove lavoro (che è lo stesso in cui ho fatto il test), amo anche il suo grigiore.
Lo amo d'inverno quando la temperatura è mediamente più bassa e mi ricordo quel giorno che c'era il ghiaccio e che son caduta.
Lo amo questo posto perchè mi ha fatta diventare esattamente ciò che volevo essere.
Sono grata a questo posto perchè ha realizzato quasi tutti i miei sogni.
Il fatto è che sono da sola da sempre e che mi sono troppo abituata a ragionare per uno.
Mi sono creata degli spazi, delle difese, delle barriere per superare gli abbandoni, le delusioni, i distacchi.
Ho pensato spesso di non desiderare altro che riempire spazi e abbassare difese e abbattere barriere.
Ma poi scopro incredula che sono affezionata anche a loro e che cambiare è un po' morire per come mi conoscevo io.
E' un po' perdere un controllo tanto faticosamente acquisito.
E' prendersi la responsabilità anche di qualcun altro.
E la verità è che mi tremano i polsi.
Le mie incrollabili certezze sono sempre state malriposte purtroppo.
Da un lato.
Dall'altro so che è insensato non aprire la finestra quando fuori c'è un bel sole.
Accendere la luce quando, aprendo la finestra, potrei, oltre che vederci più chiaro, anche scaldarmi e guardare più in là.