Quando hai un blog e chi ti conosce nella vita reale lo sa o lo scopre o glielo racconti tu (!) il tuo modo di scrivere cambia così le sovrastrutture che appartengono alla vita reale entrano nel tuo blog.
Allora lo rendi privato, ma non è la stessa cosa.
Ti stufi e lo chiudi.
Ma a me fa troppa tristezza.
Allora che faccio?
Me ne frego?
Scrivo solo quello che "posso"?
Ne apro uno parallelo?
Ma poi dovrei rifare tutto, rispiegarmi.
Uffa, alcuni di voi mi capiscono al volo.
Mi sa che me ne frego.
E amen se leggono.
No, per me è diventato troppo importante e poi non è detto che ciò che è di vitale importanza per me lo sia pure per gli altri, insomma, si, sono strana, complicata, sempre dubbiosa e lamentosa...
E' per questo che ho aperto un blog.
Per non ammorbare troppo il prossimo a me spazialmente limitrofo.
E allora via.
Da domani si scrive.
Oggi alle ore 15.00 faceva caldo e avevo mal di testa forte.
La dottoressa da oggi ribattezzata "Duracel" (se non si scrive così fa nulla mi scoccio do googlare) mi chiedeva ragguagli su una cazzo di mutazione di un cazzo di seminario dopo che ero andata tutta la cazzo di giornata in giro sotto al sole ad apparare guai (pure miei, cazzo).
Ecco, è stato oggi alle 15.00 che ho pensato: "A me di questa cazzo di mutazione non me ne frega un cazzo".
Cazzo.