Ho perso la bussola.
Una volta mi era chiaro il mio Nord, poi è diventato sempre più nebuloso, un giorno lo vedevo, un altro no. Adesso è ufficiale: l'ho perso.
Vorrei tornare a quando osservavo le formiche metter da parte le mollichine per l'inverno.
Ci stavo delle ore.
Vorrei fermarmi, andare in un posto e capire cosa diavolo è tutta questa roba che mi si agita dentro.
Io ero una tosta, una determinata.
Adesso sono fragile.
Guardavo tutti gli "altri" a questi concorsi e realizzavo che la differenza tra me e loro non stava nelle crocette o nella preparazione, ma nella grinta.
Loro tutti a informarsi, calcolare i posti a disposizione, a spaccare i centesimi.
E io no.
Inebetita aspettavo che finisse, avrei voluto dei tappi di cera come Ulisse.
Mi sento sotto pressione, ma non ho abbastanza palle per mandare tutto a puttane.
Ho paura pure di questo. Ho paura di dovermene pentire un giorno.
La sensazione più brutta è il "dopo".
Quando realizzi che se invece di farti le pippe mentali ti fossi impegnata un minimo in più ce la potevi fare.
Mi è capitato in questi giorni, post quiz.
Non oso pensare a cosa diagnosticherò al mio malcapitato caso clinico di martedì.
Vorrei una botta di culo, ma so, per provata esperienza, che non ci posso contare.
Mi dispiace perchè sento che non è tutta colpa mia.
Vorrei essere felice.
La felicità non sta soltanto dentro di noi, amici blogger.
Sta pure fuori.
Se la mia vita potesse essere un minimo meno faticosa, se avessi qualcosa di "comodo" ...
Presente quando senti le persone che parlottano in fila alla posta?
"Io sto comoda, ho il panettiere sotto casa, l'ufficio a due passi..."
Nella mia vita nulla è comodo, non c'è un aspetto che sia uno che me la facilita.
Abito lontana da dove "lavoro", sto in un posto che mi richiede un impegno totale, sosterrò un concorso con un rapporto sfavorevole posti/partecipanti, e mi si impone il dovere di essere impeccabile.
Non ce la posso fare.
E sono tutte scelte mie queste, diavolo.
Vorrei che almeno una cosa si sistemasse.
Vorrei un po' di requie, vorrei non dover dimostrare niente a nessuno per un po'.
Ma il fatto è che per ottenere questo la prima esaminatrice che devo assolutamente mettere a tacere sono io.