Gli eventi li "sento" nell'aria. Il mio futuro prossimo lo annuso e quando le cose accadono non mi sorprendono mai del tutto perchè, in qualche modo, mi erano già passate per la mente, sottoforma di pensieri assurdi, di quelle cose che pensi e che dici "ma va là".
Mi è capitato un'infinità di volte, e naturalmente ho molto pudore a raccontarlo in giro.
Mi tengo per me la paura che ormai ingenera in me il semplice atto del pensare.
Capodanno 2007: come al solito lo passavamo tutti a casa di mio zio, che preparava cene faraoniche, che era felice di averci lì. Era una tradizione. Sul mio PC ci sono varie foto che ci ritraggono, anno dopo anno, nello stesso posto. Cambiano i vestiti, cambiano le pettinature. Ne ridevamo tanto di questa cosa. Con un fondo di rammarico per non essere mai in esotici lidi o a New York. Ma in fondo ci andava bene così, ci divertivamo e ci sentivamo tutti molto vicini.
Io fingevo un po', come al solito, dato che devo essere geneticamente impossibilitata a gioire quando lo fanno tutti gli altri, vallo a capire.
Appena scoccò la mezzanotte io pensai, forte e chiaro: "E se questo Capodanno fosse l'ultimo?" Poi, come ho fatto sempre, mi son detta da sola che penso troppo, che penso robe assurde, che penso, penso, penso e mi fa male.
Ma non si contano le volte in cui, nell'ultimo anno, mentre mi asciugavo i capelli di fronte allo specchio, come un fulmine, ho immaginato il funerale di mio zio: mi veniva in mente la chiesa, i parenti che non vedevamo da tempo, gli amici, il mio dolore. Tutto, come poi effettivamente è stato. E mi capitò due anni fa con mia nonna paterna. E non mi è mai capitato con l'altra nonna: perchè la sua morte è stata la conseguenza di un'altra morte, che invece aleggiava potente nella mia testa da un po', senza che, nei fatti, ve ne fosse alcuna ragione plausibile.
Sto cercando in tutti i modi di far finta che oggi sia solo Lunedì 31 Dicembre. Perchè davvero non ho nulla da festeggiare, tranne il fatto che, nell'immediato, nessuno dei miei congiunti è all'ospedale. E, che volete, è moltissimo bla bla bla lo so bene bla bla bla, ma rapportato a me, alla mia vita, mi sembra troppo poco.
Questo 2007 è stato l'anno dei distacchi: tra gli affetti più cari, tra gli amici, per non parlare d'altro.
Tante persone che amo stasera non saranno con me.
Mi aspettano mille problemi e, probabilmente, i primi mesi del nuovo anno mi serviranno sul piatto d'argento un'ulteriore delusione.
Devo dissimulare il mio stato d'animo, allora almeno qui lo scrivo: so che questo blog è diventato funereo, ma è scontato e pure scortese dirvi che potete benissimo evitare di leggerlo, lo sapete da voi.
Io sono arrabbiata, triste e sconsolata.
Spero solo che questa giornata passi in fretta affinchè non mi senta più un'aliena per il semplice fatto che "Auguri di un felice anno nuovo" mi suona tanto come una minaccia.
Allora.
Mi è passata.
Dopo aver letto i capitoli su Silvio e Veronica ed essermi fatta una cultura sulle amanti di Craxi adesso sul mio comodino troneggia Enzo Biagi e nel mio DVD gira "Reset", lo spettacolo di Beppe Grillo.
Sono guarita.
Il Polpettone di Vespa, invece, è ottimo come chiudi-fila per i libri disposti su una mensola priva di appoggi laterali, non so se mi spiego.